Fisco e fatture

Fattura elettronica per i forfettari, cosa vale oggi

Dal 2024 la fattura elettronica vale anche per i forfettari: cosa scrivere nell'XML, come si paga il bollo e cosa rischi con una fattura in PDF.

Di Antonio Bartolucci · Pubblicato il

Molti forfettari hanno vissuto la fattura elettronica come un problema degli altri fino al 2024. Poi l'obbligo è arrivato anche per loro, e con lui una serie di dettagli che con la fattura in PDF non esistevano: il codice natura, la dicitura sul regime, il bollo virtuale da versare ogni trimestre.

Questo è anche il periodo in cui i nodi vengono al pettine. Il 31 ottobre è l'ultimo giorno per correggere l'elenco delle fatture del terzo trimestre su cui l'Agenzia delle Entrate ha calcolato il bollo, e il 30 novembre si paga. Vediamo cosa vale oggi, con le fonti.

Da quando l'obbligo vale per tutti

L'articolo 18 del D.L. 36/2022 ha tolto dal D.Lgs. 127/2015 l'esonero che riguardava i contribuenti forfettari. L'obbligo è arrivato in due tempi:

  • dal 1° luglio 2022 per chi nell'anno precedente aveva ricavi o compensi superiori a 25.000 euro;
  • dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri.

Oggi quindi ogni forfettario che vende beni o servizi a clienti residenti o stabiliti in Italia emette solo fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio. Vale anche verso i privati consumatori: la fattura passa dallo SdI e il cliente la trova nei servizi online dell'Agenzia, mentre tu gli consegni una copia, elettronica o su carta.

Cosa scrivere nella fattura

La guida dell'Agenzia delle Entrate sulla fattura elettronica, aggiornata a dicembre 2025, dedica un paragrafo ai forfettari. In sintesi:

  1. Regime fiscale: va indicato il regime forfettario (articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014).
  2. Aliquota e natura: nelle righe della fattura l'aliquota IVA è 0% e il campo Natura riporta "Non soggette, altri casi", cioè il codice N2.2.
  3. Dicitura obbligatoria: nella causale va scritto il riferimento normativo, per esempio "Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni".
  4. Ritenuta: il professionista forfettario aggiunge una seconda causale per dire che l'operazione non è soggetta a ritenuta d'acconto, citando l'articolo 1, comma 67, della stessa legge.
  5. Cassa previdenziale: chi è iscritto a una cassa compila anche il blocco Dati cassa previdenziale.
  6. Bollo: se la fattura è soggetta a bollo si valorizza Bollo virtuale con SI e i 2 euro entrano nel totale del documento.

Il portale Fatture e Corrispettivi offre anche un modello già impostato per i forfettari, utile se emetti poche fatture al mese.

Il bollo virtuale, trimestre per trimestre

Sulle fatture senza IVA si paga l'imposta di bollo. Per le fatture elettroniche la regola pratica è descritta nella guida dell'Agenzia sul bollo, aggiornata a giugno 2026: l'Agenzia individua le fatture con importo complessivo superiore a 77,47 euro e con natura N2.1, N2.2, N3.5, N3.6 o N4, e per ogni fattura con il bollo indicato conta 2 euro.

Ogni trimestre l'Agenzia mette a disposizione nel portale due elenchi:

  • l'elenco A, con le fatture in cui hai indicato il bollo, che non si modifica;
  • l'elenco B, con le fatture in cui il bollo sembrava dovuto ma non l'hai indicato, che puoi correggere.

Per il terzo trimestre il calendario è questo:

Passo Data
Elenchi A e B disponibili 15 ottobre
Ultimo giorno per modificare l'elenco B 31 ottobre
Importo dovuto visibile nel portale 15 novembre
Versamento 30 novembre

Il pagamento si fa dal portale indicando l'IBAN del conto, oppure con F24 e il codice tributo 2523 per il terzo trimestre. Se il bollo dovuto per il primo e il secondo trimestre insieme non superava 5.000 euro, anche quello si può versare entro il 30 novembre, con i codici 2521 e 2522. In caso di ritardo la procedura web calcola sanzione e interessi del ravvedimento operoso.

Cosa rischi se sbagli

L'errore più grave è emettere una fattura fuori dallo SdI, per esempio un PDF mandato per email a un cliente italiano. L'articolo 1, comma 6, del D.Lgs. 127/2015 è netto: tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, la fattura emessa con modalità diverse da quelle previste si intende non emessa e si applicano le sanzioni dell'articolo 6 del D.Lgs. 471/1997.

Per le operazioni su cui non si applica l'IVA, come quelle del forfettario, il comma 2 di quell'articolo prevede una sanzione del 5% dei corrispettivi non documentati. Quando la violazione non rileva neppure per il calcolo del reddito, la sanzione va da 250 a 2.000 euro. Sono le misure in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, dopo la riforma del D.Lgs. 87/2024.

Gli altri errori frequenti costano meno ma fanno perdere tempo:

  • bollo dimenticato: l'Agenzia lo ritrova e lo mette nell'elenco B, ma tocca a te controllarlo e pagarlo;
  • natura sbagliata: la guida dell'Agenzia indica N2.2 per le operazioni del forfettario, e un codice diverso descrive un'operazione che non hai fatto;
  • dicitura mancante: senza il riferimento al regime, la fattura non spiega perché manca l'IVA;
  • scarto non visto: se lo SdI scarta il file, per la legge la fattura non è emessa finché non la ritrasmetti corretta.

Le soglie da tenere d'occhio

Il regime forfettario ha due limiti di ricavi, scritti nell'articolo 1 della Legge 190/2014:

  • 85.000 euro: il comma 54 lo fissa come limite dell'anno precedente per applicare il regime. Se lo superi restando sotto i 100.000 euro, esci dal forfettario dall'anno successivo;
  • 100.000 euro: secondo il comma 71, chi supera questa soglia esce dal regime nell'anno stesso, e l'IVA è dovuta a partire dall'operazione che fa superare il limite.

Il secondo caso è quello più delicato, perché da un giorno all'altro le fatture cambiano: compare l'IVA, cambia il codice natura, sparisce il bollo. Tenere sotto controllo il totale fatturato durante l'anno evita sorprese a dicembre.

Come si semplifica con un gestionale

Per un forfettario con poche fatture al mese il portale dell'Agenzia basta. Quando le fatture crescono, o quando servono anche scadenze e incassi, conviene un programma che conosca già le regole del regime.

In grepit il regime fiscale si imposta una volta nei dati di fatturazione dell'azienda. Quando è il forfettario, grepit aggiunge da solo all'XML le due diciture chieste dall'Agenzia e il riferimento normativo sulle righe in N2.2. La fattura gestisce bollo virtuale, cassa previdenziale e ritenuta quando servono e parte verso lo SdI dal canale di grepit, con le notifiche visibili sulla fattura stessa. Gli incassi si abbinano alle fatture dall'estratto conto, e lo scadenziario ti dice chi deve ancora pagare. Trovi i dettagli nella pagina sulla fatturazione elettronica.

Domande frequenti

Un forfettario può ancora mandare la fattura in PDF?

Verso clienti residenti o stabiliti in Italia no. Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fattura elettronica tramite SdI vale per tutti i forfettari, e una fattura emessa in altro modo si considera non emessa (articolo 1, comma 6, del D.Lgs. 127/2015). Al cliente puoi mandare anche una copia in PDF, ma la fattura è quella che passa dallo SdI.

Quando il forfettario deve mettere il bollo?

Quando la fattura senza IVA supera 77,47 euro. Nel file XML si valorizza il campo Bollo virtuale con SI e nel totale del documento si includono i 2 euro. L'Agenzia delle Entrate calcola ogni trimestre quanto devi versare e lo mostra nel portale Fatture e Corrispettivi.

Entro quando si paga il bollo delle fatture del terzo trimestre?

Entro il 30 novembre. Le modifiche all'elenco delle fatture integrate dall'Agenzia si fanno entro il 31 ottobre e l'importo dovuto compare dal 15 novembre. Se il bollo del primo e del secondo trimestre insieme non superava 5.000 euro, anche quello si può versare entro il 30 novembre.

Cosa succede se supero 85.000 euro di ricavi?

Se resti entro 100.000 euro, l'anno dopo esci dal regime forfettario. Se superi 100.000 euro esci dall'anno stesso e devi applicare l'IVA a partire dall'operazione che fa superare il limite (articolo 1, commi 54 e 71, della Legge 190/2014).

Fonti

Fatturazione elettronica con invio e ricezione dallo SdI

Emetti e ricevi le fatture elettroniche dallo SdI con controlli prima dell'invio, notifiche sulla fattura e costi imputati sul piano dei conti dall'AI.

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