Molti forfettari hanno vissuto la fattura elettronica come un problema degli altri fino al 2024. Poi l'obbligo è arrivato anche per loro, e con lui una serie di dettagli che con la fattura in PDF non esistevano: il codice natura, la dicitura sul regime, il bollo virtuale da versare ogni trimestre.
Questo è anche il periodo in cui i nodi vengono al pettine. Il 31 ottobre è l'ultimo giorno per correggere l'elenco delle fatture del terzo trimestre su cui l'Agenzia delle Entrate ha calcolato il bollo, e il 30 novembre si paga. Vediamo cosa vale oggi, con le fonti.
Da quando l'obbligo vale per tutti
L'articolo 18 del D.L. 36/2022 ha tolto dal D.Lgs. 127/2015 l'esonero che riguardava i contribuenti forfettari. L'obbligo è arrivato in due tempi:
- dal 1° luglio 2022 per chi nell'anno precedente aveva ricavi o compensi superiori a 25.000 euro;
- dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri.
Oggi quindi ogni forfettario che vende beni o servizi a clienti residenti o stabiliti in Italia emette solo fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio. Vale anche verso i privati consumatori: la fattura passa dallo SdI e il cliente la trova nei servizi online dell'Agenzia, mentre tu gli consegni una copia, elettronica o su carta.
Cosa scrivere nella fattura
La guida dell'Agenzia delle Entrate sulla fattura elettronica, aggiornata a dicembre 2025, dedica un paragrafo ai forfettari. In sintesi:
- Regime fiscale: va indicato il regime forfettario (articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014).
- Aliquota e natura: nelle righe della fattura l'aliquota IVA è 0% e il campo Natura riporta "Non soggette, altri casi", cioè il codice N2.2.
- Dicitura obbligatoria: nella causale va scritto il riferimento normativo, per esempio "Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni".
- Ritenuta: il professionista forfettario aggiunge una seconda causale per dire che l'operazione non è soggetta a ritenuta d'acconto, citando l'articolo 1, comma 67, della stessa legge.
- Cassa previdenziale: chi è iscritto a una cassa compila anche il blocco Dati cassa previdenziale.
- Bollo: se la fattura è soggetta a bollo si valorizza Bollo virtuale con SI e i 2 euro entrano nel totale del documento.
Il portale Fatture e Corrispettivi offre anche un modello già impostato per i forfettari, utile se emetti poche fatture al mese.
Il bollo virtuale, trimestre per trimestre
Sulle fatture senza IVA si paga l'imposta di bollo. Per le fatture elettroniche la regola pratica è descritta nella guida dell'Agenzia sul bollo, aggiornata a giugno 2026: l'Agenzia individua le fatture con importo complessivo superiore a 77,47 euro e con natura N2.1, N2.2, N3.5, N3.6 o N4, e per ogni fattura con il bollo indicato conta 2 euro.
Ogni trimestre l'Agenzia mette a disposizione nel portale due elenchi:
- l'elenco A, con le fatture in cui hai indicato il bollo, che non si modifica;
- l'elenco B, con le fatture in cui il bollo sembrava dovuto ma non l'hai indicato, che puoi correggere.
Per il terzo trimestre il calendario è questo:
| Passo | Data |
|---|---|
| Elenchi A e B disponibili | 15 ottobre |
| Ultimo giorno per modificare l'elenco B | 31 ottobre |
| Importo dovuto visibile nel portale | 15 novembre |
| Versamento | 30 novembre |
Il pagamento si fa dal portale indicando l'IBAN del conto, oppure con F24 e il codice tributo 2523 per il terzo trimestre. Se il bollo dovuto per il primo e il secondo trimestre insieme non superava 5.000 euro, anche quello si può versare entro il 30 novembre, con i codici 2521 e 2522. In caso di ritardo la procedura web calcola sanzione e interessi del ravvedimento operoso.
Cosa rischi se sbagli
L'errore più grave è emettere una fattura fuori dallo SdI, per esempio un PDF mandato per email a un cliente italiano. L'articolo 1, comma 6, del D.Lgs. 127/2015 è netto: tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, la fattura emessa con modalità diverse da quelle previste si intende non emessa e si applicano le sanzioni dell'articolo 6 del D.Lgs. 471/1997.
Per le operazioni su cui non si applica l'IVA, come quelle del forfettario, il comma 2 di quell'articolo prevede una sanzione del 5% dei corrispettivi non documentati. Quando la violazione non rileva neppure per il calcolo del reddito, la sanzione va da 250 a 2.000 euro. Sono le misure in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, dopo la riforma del D.Lgs. 87/2024.
Gli altri errori frequenti costano meno ma fanno perdere tempo:
- bollo dimenticato: l'Agenzia lo ritrova e lo mette nell'elenco B, ma tocca a te controllarlo e pagarlo;
- natura sbagliata: la guida dell'Agenzia indica N2.2 per le operazioni del forfettario, e un codice diverso descrive un'operazione che non hai fatto;
- dicitura mancante: senza il riferimento al regime, la fattura non spiega perché manca l'IVA;
- scarto non visto: se lo SdI scarta il file, per la legge la fattura non è emessa finché non la ritrasmetti corretta.
Le soglie da tenere d'occhio
Il regime forfettario ha due limiti di ricavi, scritti nell'articolo 1 della Legge 190/2014:
- 85.000 euro: il comma 54 lo fissa come limite dell'anno precedente per applicare il regime. Se lo superi restando sotto i 100.000 euro, esci dal forfettario dall'anno successivo;
- 100.000 euro: secondo il comma 71, chi supera questa soglia esce dal regime nell'anno stesso, e l'IVA è dovuta a partire dall'operazione che fa superare il limite.
Il secondo caso è quello più delicato, perché da un giorno all'altro le fatture cambiano: compare l'IVA, cambia il codice natura, sparisce il bollo. Tenere sotto controllo il totale fatturato durante l'anno evita sorprese a dicembre.
Come si semplifica con un gestionale
Per un forfettario con poche fatture al mese il portale dell'Agenzia basta. Quando le fatture crescono, o quando servono anche scadenze e incassi, conviene un programma che conosca già le regole del regime.
In grepit il regime fiscale si imposta una volta nei dati di fatturazione dell'azienda. Quando è il forfettario, grepit aggiunge da solo all'XML le due diciture chieste dall'Agenzia e il riferimento normativo sulle righe in N2.2. La fattura gestisce bollo virtuale, cassa previdenziale e ritenuta quando servono e parte verso lo SdI dal canale di grepit, con le notifiche visibili sulla fattura stessa. Gli incassi si abbinano alle fatture dall'estratto conto, e lo scadenziario ti dice chi deve ancora pagare. Trovi i dettagli nella pagina sulla fatturazione elettronica.